Red Bull RB22, il ritorno del "size zero" tra richiami al passato e innovazione

In occasione della prima giornata di test svoltasi sul circuito di Barcellona, che ha inaugurato la più profonda rivoluzione regolamentare che la massima serie ricordi, tanta era la curiosità di capire se i team avessero tenuto nascoste le proprie forme durante le presentazioni ufficiali o se vi sarebbero state sorprese dell'ultima ora.
A stupire più di tutti è stata, ancora una volta e nonostante l'assenza di Adrian Newey al tavolo da disegno, la Red Bull.
Sebbene la vettura presentata ufficialmente fosse verosimile e interessante, quella che ha percorso i primi giri ha svelato le proprie vere forme e può certamente essere definita la più estrema nonché affascinante del lotto.
Impossibile non notare, nonostante le pochissime inquadrature chiare disponibili, le fiancate di dimensioni estremamente ridotte e prive di sottosquadro.
Il volume destinato alle cosiddette "pance" è infatti tanto ridotto da lasciar sporgere una buona porzione del cono anti-intrusione superiore, una soluzione che ricorda da vicino quella della sfortunata Mercedes W13 del 2022 oppure, come riportato in un recente articolo di AutoRacer.it, la progenitrice RB16B del 2021.

A questa riduzione dei volumi laterali corrisponde un'apertura sopra la testa del pilota piuttosto generosa, sebbene notevolmente inferiore a quella sfoggiata dalla Racing Bulls, con la quale condivide la neonata Power Unit sviluppata internamente.
Altro dettaglio degno di nota è situato nel diffusore, in prossimità della parete verticale vicina alla ruota posteriore. Se Mercedes e Ferrari avevano già attirato l'attenzione in quest'area presentando una sorta di evidente foro (simile alla cosiddetta "mouse trap", vitale per il funzionamento del fondo della precedente generazione di vetture), Red Bull stupisce per quella che sembra essere, letteralmente, la completa mancanza della parete laterale del diffusore.
Le immagini a disposizione finora non chiariscono del tutto le forme della soluzione escogitata dai tecnici di Milton Keynes. Tuttavia, è parere di chi scrive che queste tecniche siano volte ad aumentare il volume effettivo a disposizione del diffusore (come fu a suo tempo per il doppio diffusore della Brawn GP) oppure a iniettare in quella zona aria ad alta energia, prevenendo fenomeni di distacco e potenziando l'effetto suolo complessivo.
Sorvolando sugli schemi sospensivi push-rod su entrambi gli assi e sulla cascata di elementi outwash posti immediatamente dietro alle ruote anteriori, tratti ormai comuni a quasi tutti i progetti 2026, va senza dubbio segnalata la buona affidabilità della Power Unit anglo-austriaca, capace di debuttare compiendo lo stesso chilometraggio di Mercedes e Ferrari senza far registrare problemi nel corso della prima giornata.
