Black Hole Sun

La Aston Martin AMR26, prima creatura di Adrian Newey sviluppata per la scuderia britannica e per il nuovo regolamento 2026, è stata la monoposto più attesa della cinque giorni di test a Barcellona.
Nera ed enigmatica, la livrea scelta per i test ha inizialmente reso la vettura progettata a Silverstone un vero e proprio mistero, anche a causa della scarsità di immagini disponibili.
Come per un buco nero, è stato difficile osservare oltre l'orizzonte degli eventi per comprenderne le forme, ma a uno sguardo attento non ha deluso le aspettative di chi attendeva l'interpretazione dei nuovi regolamenti data da Adrian Newey e dal suo gruppo tecnico.

La monoposto adotta soluzioni estreme che rielaborano ed estremizzano concetti già visti in passato, in piena linea con la filosofia che ha caratterizzato la lunga e vincente carriera del progettista britannico.
Impressionante la riduzione di ingombro della sezione delle fiancate, caratterizzate da aperture quasi rivolte verso l'alto e da un labbro inferiore molto pronunciato che evolve il concetto introdotto nel 2022 con la RB18.
Questo schema, molto caro a Newey, consente di liberare un enorme sottosquadro, utile a far fluire l'aria verso il retrotreno mantenendo un abbondante afflusso verso le masse radianti e un flusso altrettanto pulito sulla superficie superiore delle stesse.

La Power Unit Honda adotta uno schema di raffreddamento simile a quello delle ultime Ferrari, con i radiatori concentrati ai lati della scocca e la presa dinamica sopra la testa del pilota dedicata esclusivamente all'alimentazione del V6 termico.
Per questo motivo, le dimensioni del cofano motore sono estremamente ridotte e sagomate come una seconda pelle sopra la meccanica.
Appena a valle della Power Unit si aprono due enormi sfoghi d'aria di forma ogivale di scuola Ferrari, corredati da due superfici convesse utili a guidare l'aria calda in posizione strategica verso l'ala posteriore, rendendo la forma di tutto il corpo vettura quasi aliena e nettamente distintiva rispetto ai competitor.
Notevole, sebbene non inedito, il lavoro effettuato sulla sospensione anteriore: lo schema a puntone si adegua alla tendenza universale, ma estremizza l'inclinazione del triangolo superiore verso il basso - già adottata da McLaren nel 2025 - per condizionare aerodinamicamente i flussi verso l'ingresso del fondo. In questa zona, la vettura di Silverstone presenta la cascata di elementi outwash posti dietro alle ruote anteriori, volta a gestire la scia turbolenta degli pneumatici e a generare deportanza spillando aria verso l'esterno e verso l'alto.

Ritorna l'attacco a sbalzo verso l'alto del triangolo superiore nella zona adiacente alla ruota anteriore - che caratterizzava le Mercedes fino al 2021 - insieme a un marcato assetto picchiato (rake) verso l'avantreno, a testimonianza di un ripescaggio di soluzioni appartenenti all'era regolamentare pre-effetto suolo.
Sempre a proposito di sospensioni, il vero capolavoro tecnico è localizzato al posteriore, dove lo schema a puntone è arricchito da un triangolo molto sfalsato verso l'indietro. Il braccio posteriore è fissato molto in alto, direttamente sulla struttura di sostegno dell'ala. Lo scopo è ricreare parte dell'effetto della beam-wing (vietata in questo ciclo regolamentare) utilizzando i flussi che investono il profilo principale.
Singolare, inoltre, l'interpretazione del muso e dell'ala anteriore: quest'ultima appare così semplice nei profili e nelle paratie da sembrare quasi provvisoria. Il muso, insolitamente voluminoso per una firma di Newey, colpisce per il vistoso bulbo inferiore che lavora in sinergia con la porzione centrale dell'ala e nasconde il sistema di movimentazione dei flap, di cui non è ancora possibile stabilire il funzionamento.

L'ala è infatti collegata al muso da due sottili sostegni sul secondo flap, lasciando libero di muoversi solo il terzo elemento, secondo la filosofia già vista sulla Mercedes W17. Ai pochissimi chilometri percorsi nella quarta giornata, che avevano fatto pensare a una vettura estrema ma fragile, si contrappone un'ultima giornata più solida con circa 50 giri all'attivo.
Sensazioni migliori sull'affidabilità per una stagione in cui l'Aston Martin potrebbe davvero candidarsi a rivelazione.
