857 giri e 4.308 km per la Ferrari in Bahrain: nessuno come lei

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Claudio Brembati
Test Bahrain 2026

Archiviata la prima sessione di test prestagionali del Bahrain, tutti i team potranno tornare in fabbrica per analizzare l'enorme mole di dati raccolti.

Il nuovo regolamento, ai primi esami della pista, sta restituendo più interrogativi che certezze. Agli enormi cambiamenti alle monoposto e alle Power Unit hanno corrisposto altrettanto grandi cambiamenti di approccio al modo in cui la vettura va condotta in pista per essere veloci.

Non è quindi facile, al momento, capire chi tra gli undici team, in special modo tra i quattro di vertice, abbia offerto la migliore interpretazione delle regole, perché la Formula 1 oggi è profondamente differente da qualunque cosa sia stata prima.

Qualcosa però non è cambiato rispetto al passato: per avere un progetto sano è necessario macinare chilometri con costanza nei test. Percorrere molti giri, oltre a rassicurare sull'affidabilità di una Power Unit che ha rappresentato un salto nel buio per tutti i costruttori, permette di raccogliere più dati sull'aerodinamica, sul comportamento della parte elettrica e sulla gestione dell'energia. In ogni giro tutti i sistemi possono essere testati appieno, compreso quello composto dal rapporto pilota-monoposto.

In quest'ottica Ferrari è al momento il team che ha completato il programma più massiccio. La SF-26 ha percorso, nell'arco di tutti i giorni di test trascorsi finora, ben 857 giri, pari a 4.308 km, senza alcun tipo di problema strutturale.

Il team di Maranello è parso in pieno controllo della situazione, tanto da lasciar fermare volutamente la vettura in pista senza carburante per ottimizzare la taratura del serbatoio e i sistemi di pescaggio. L'intero programma è stato eseguito con la stessa Power Unit, la medesima dello shakedown di Barcellona, fornendo dati preziosi sulla reale vita utile di ogni sistema prima dell'allarme elettronico precauzionale registrato nel finale.

Nessun altro team è riuscito a completare lo stesso programma, nemmeno la Mercedes, che di giri totali ne ha inanellati 782 per un chilometraggio complessivo di 3.854 km.

Si tratta di una differenza sensibile, dettata soprattutto dal problema che nella mattina del secondo giorno ha costretto Kimi Antonelli a sostituire la Power Unit.

Sorprendentemente, il secondo posto per chilometraggio è occupato dalla Haas, che ha archiviato 3.931 km spinti da una Power Unit Ferrari. Vedere due motorizzati di Maranello ai primi due posti è un segnale estremamente positivo: i propulsori Ferrari hanno percorso in media circa 300 km in più rispetto alla concorrenza.

Tutti gli altri team si sono fermati intorno ai 3.000 km percorsi. La Power Unit di Red Bull Powertrains ha destato un'impressione molto positiva, venendo additata come una delle migliori nonostante un chilometraggio simile a quello Audi. Fanalino di coda rimane l'Aston Martin, che ha completato solo 272 giri, un terzo del programma dei primi, afflitta da problemi di integrazione tra il telaio Newey e il motore Honda.

"I test non contano nulla" è un'affermazione vera se cerchiamo la velocità pura, ma contano tantissimo nella preparazione di una nuova era regolamentare. Ciò che conta per essere davanti agli altri è nascosto proprio tra i dati raccolti in questa imponente mole di chilometri.